Recensione 
![]() | Achille piè velocedi Benni, StefanoEdizione Feltrinelli ISBN 8807016400 Prezzo di copertina 7€ ![]() ![]() |
Recensione di MisterKagnara scritta il 10-09-2006 alle ore 18:29
Chi si accosta ad "Achille piè veloce" pensando di trovare il classico libro di Stefano Benni, fitto di allegoriche fantasmagorie che nascondono una cinica realtà, con questo libro rimarrà probabilmente deluso.
Qui c'è sì l'allegoria, c'è l'irriverente illusione, ma è celata sotto la cruda e piatta realtà di tutti i giorni, che lascia il posto alla fantasmagoria solo nei sogni dell'Ulisse fornaio o nelle e-mail di un Achille, una volta tanto, creatore di mondi e non instancabile distruttore.
Achille però anche qui è "solo" un semidio che non può tutto, e deve quindi ricorrere all'aiuto dell'Odisseo da multiforme ingegno, esperto di sogni e fantasie.
Ulisse poligamo-politropo lo chiama Benni. Politropo perchè circondato dalle manifestazioni del suo animo, che si concretizzano in miniature di quegli scrittori in erba, i cui scritti è costretto ad affrontare, giorno dopo giorno, nel suo lavoro editoriale di editore. A loro affida, di volta in volta, il ruolo di coscienza, voce narrante, alterego, guida nei suoi viaggi onirici, tra libri mai scritti e avventure mai avvenute ma comunque narrate.
Ulisse è politropo anche nella sua ipocrisia, nella sua doppiezza di uomo d'oggi, che si moltiplica schizofrenicamente a compensare la propria palese pochezza. E` così che si convince di essere fatto per la poligamia, ma la sua voglia di trasgressione, la sua dimostrazione di virilità è buona solo sulla carta, atterrito da una realtà troppo sciatta, fatta di eiaculazioni precoci e di segretarie senza amore.
E poi di nuovo Achille, che del semidio ha ereditato la terribile ira e l'eroismo, allenato dalla quotidiana lotta con un nemico con un mostro che è nient’altro che se stesso.
Achille che vive appieno la sua vita fatta di piccole cose, si contrappone ad un Ulisse che proprio non sa vivere una vita che vorrebbe fatta di grandi cose, fatta di sogni che non vuole realizzare, e che gli fa perdere di vista le cose grandi che ha davvero. In primo luogo, il talento e l'amore.
In Achille, Ulisse si completa. Ulisse fantastica e Achille concretizza, finché Ulisse ricomincia a vivere la sua vita, a capire a sue spese, e con l'esempio di Achille, quanto sta perdendo. A questo punto il piè veloce non ha più motivo di essere, e corre verso ciò che gli resta: l'eroico tragico epilogo.
voto: ![]()
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I commenti
Commento di Chise82 scritto il 07-10-2007 alle ore 22:17
forse il libro di Benni che ho apprezzato di più!!! veramente bello
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