Recensione 
![]() | Le dodici domandedi Swarup, VikasEdizione Guanda ISBN 88-8246-741-4 Prezzo di copertina 15,00€ ![]() ![]() |
Recensione di azimuth scritta il 31-01-2007 alle ore 12:38
India, ai giorni nostri: Bollywood, miseria, degradazione, povertà. Quando si è poveri si può cambiare il proprio fato? Vikas Swarup esordisce con un romanzo di veloce lettura, che scorre rapido sotto gli occhi. Così leggiamo di Ram Mohammad Thomas, cameriere a Mumbai (Bombay) e svezzato in un orfanotrofio senza la protezione di una famiglia. Una vita che non gli ha mai regalato nulla: non avendo avuto modo di studiare, e arrangiandosi con mille lavoretti saltuari, si è difeso dalla cattiveria e dalla sorte avversa con furbizia e intelligenza. L'unico modo, in una realtà che non permette di affrancarsi dalla miseria e dalla disperazione.
Eppure anche per lui si apre uno spiraglio. Rispondendo ad un annuncio per un quiz televisivo, avrà la possibilità di rispondere a ben dodici difficili domande. Domande che hanno bisogno di una vasta conoscenza, capaci di mettere a dura prova il più colto dei partecipanti.
Vincendo.
Ma come ha fatto un cameriere semi-analfabeta a rispondere a domande che passano dalla storia delle religioni alla musica? La risposta non è facile, e si trova celata tra le vicende di vita, grottesche, tragiche, divertenti e anche commoventi, di un ragazzo cresciuto forse troppo in fretta.
Il trucco dell'autore è quello di ingannare il lettore. Raccontando una scena, quest'ultimo immagina che derivi una motivazione e invece è tutt'altra, e in tutto il romanzo le cose non sono mai come sembrano. Come sul set di un film di Bollywood, Thomas si trova a essere protagonista di omicidi, rapine, furti, assassinii, violenze e pestaggi. A differenza dei film indiani, però, qui non si canta e non si suona ma ci si confronta con la durissima realtà. Insomma, una vita intensa, che Smita, l'avvocato che accompagna il lettore nei ricordi di Ram Mohammas Thomas, lo aiuterà a tirare fuori.
E mi chiedo come ci si possa sentire a non avere più desideri, ad averli realizzati tutti, ad averli soffocati sul nascere con i soldi. È davvero così desiderabile un'esistenza senza desideri? La povertà di desideri è davvero migliore della povertà vera e propria?
Ci sono degli spunti molto interessanti in questo romanzo, delle riflessioni sul senso della vita, che ne fanno qualcosa di più di un semplice racconto d'evasione. Leggendo non si può non rimanere affascinati da ciò che il protagonista apprende, e che più che aiutarlo nel quiz, lo aiuterà a realizzarsi. L'insegnamento più bello del libro sta nel non considerare mai le avversità come qualcosa di negativo: non conoscendo il futuro, non possiamo sapere le conseguenze a lungo termine di ciò che ci sta accadendo ora.
Veniamo al mondo senza essere annunciati. E senza essere annunciati ce ne andiamo. Ma mentre siamo qui, su questa terra, compiamo imprese che la nostra generazione potrà anche non ricordare, ma che quella dopo non potrà dimenticare.
voto: ![]()
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