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<title>Le ultime 15 recensioni lanciate su BookCrossing-Italia</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensioni/elenco</link>
<description>Le ultime 15 recensioni lanciate su BookCrossing-Italia</description>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 07:41:08 +0200</pubDate>
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<language>it</language>
<item>
<title>"DURANTE" di De Carlo, Andrea</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/486</link>
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<pubDate>Thu, 15 May 2008 15:45:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Lostris29</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stavolta farò i complimenti, al mio autore italiano preferito, per essere tornato... e' un bellissimo libro pieno di tutte quelle sensazioni che mi ha sempre trasmesso, inquietudine, amore, paura, libertà... Tratta stavolta di due ragazzi che convivono da 7 anni in un paesino sperduto nelle marche e che vivono del loro lavoro di tessitori artigianali, poi un giorno per caso arriva Durante un moderno cow boy, che sconvolgerà tutto... inconsapevolmente...]]></description>
</item>
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<title>"Sotto l'albero di mimosa" di Armentano Caterina </title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/485</link>
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<pubDate>Wed, 14 May 2008 23:06:57 +0200</pubDate>
<dc:creator>iris</dc:creator>
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<description><![CDATA[ E' un libro che racchiude otto storie: reale, dure, che appartengono a un mondo che crediamo lontano da noi e invece tra le righe scopriamo di poter essere nude e violate anche nella propria casa. La scrittrice parla esclusivamente di donne, donne ai margini, storie estreme che ci mettono in condizione di aprire gli occhi e di capire che la cronaca quotidiana appartiene anche a noi! E' un intreccio di racconti in cui ogni protagonista vive celata nel proprio microcosmo in cerca della via d' uscita, in cerca di una soluzione all'ignoranza, all'arroganza, alla supremazia, alla violenza fisica e psicologica.
Ogni storia è una vita , un sacrificio, una bugia...Scoprirete, grazie a parole affilate dalla realtà, che esiste una verità a cui forse abbiamo sempre negato di svelarsi!
Sono spilli che entrano nella carne, verità di cui non si può fare a meno!]]></description>
</item>
<item>
<title>"Imprimatur" di Monaldi e Sorti</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/484</link>
<comments></comments>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 21:44:53 +0200</pubDate>
<dc:creator>Mariantonietta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Imprimatur è stato inscritto a torto solo nel genere del romanzo storico. 
Con questo non tolgo nulla ai due autori, Rita Monaldi e Francesco Sorti cui va il mio plauso come storico. Preciso che entrambi si sono avvalsi di documenti e di ricerche rigorose per redigire una narrazione anche troppo dettagliata sul rapporto tra casa d Orange e Papa Innocenzo XI, nello scenario dell Europa degli eretici e di Fouquet. 
Ma da lettore attento non mi è sfuggito che Imprimatur fosse anche altro. Ho imparato che la Storia si tinge di nero con la stessa efferata frequenza con la quale si colora di giallo e di rosso. In verità già la copertina del testo è una prima labile traccia che denuncia un plot inquietante, un avvicendarsi di fatti il cui biglietto da visita è dichiarato dallomicidio in apertura di racconto. 
A leggerlo in superficie, e per dichiarazione degli stessi autori, lopera vuole dare voce ai vinti, visto che la storia la scrivono i vincitori. E vinti sono due dei protagonisti: Atto Melani e Nicolas Fouquet. Con Imprimatur essi balzano fuori dallobìo e dalle pagine del manuale di storia, entrando a pieno diritto nella letteratura. 
Siamo a Roma nel settembre 1683. Le armate turche premono alle porte dell'Occidente. Al tempo stesso avvenimenti nella città eterna seminano il panico. NellOsteria del Donzello, una delle tante di cui Roma era provvista allepoca, la morte raggiunge improvvisa e semina il terrore: perchè è stato ucciso un viaggiatore ospite della locanda? E da cosa: dal veleno o dalla peste? 
Le autorità, onde evitare il contagio, dispongono la reclusione coatta per tutti gli altri. Sarà questa coabitazione protratta e forzata lo scenario ideale per aggrovigliare il lettore, che è avvinto dallatmosfera stessa che si crea pagina dopo pagina, dal rincorrersi di colpi di scena e di piccole rivelazioni. 
Una di queste? La presenza in locanda dell'abate Melani, eunuco e cantore come si scoprirà presto. E bene che il lettore lo reputi un personaggio qualsiasi magari un po impiccione: dovrà ricredersi presto. Ma la maschera cadrà anche per altri personaggi. 
Intanto il prelato si rivelerà nel suo ruolo di agente segreto del Re Sole, e di protoinvestigatore: egli è deciso a scoprire cosa si celi dietro quell assassinio. 
Ma il suo iter sarà, inspiegabilmente, irto di ostacoli, come si addice alla migliore tradizione investigativa: le reticenze di molti, le paure degli altri ospiti, lo spettro stesso della peste e, non ultimo,leco della battaglia decisiva che si sta combattendo a Vienna contro i turchi. 
Nonostante le difficoltà la sua inchiesta porterà alla soluzione del mistero, ma soprattutto alla tremenda verità che segretamente condiziona il destino dell'Europa. 
Stranamente anche qui tutto inizia un 11 settembre. Cambia il secolo e forse lesito della vicenda. Di certo lo scenario: la peste, la guerra e gli strani intrighi di un Papa, che per tutti è un santo, ma è tanto accecato dallodio verso la Francia che, pur di contrastarla, stringe accordi con gli eretici di tutte le risme. 
Tutto ha inizio l11 settembre 1683. 
Quando accade lomicidio labate Melani ha un suo interesse a farsene coinvolgere: egli è a Roma sulle tracce dellex sovrintendente di Francia, Nicolas Fouquet, creduto morto nel carcere di Pinerolo. 
Tuttavia, e per inciso, Fouquet ha segretamente barattato la sua libertà in cambio del secretum morbi, ovvero il segreto per diffondere la peste, che il re francese vuole utilizzare a scopi militari. Ma lex sovrintendente tiene per sé un ulteriore segreto. A proposito di questo voglio lasciare la suspense. 
Per raggiungere la soluzione del giallo Melani si avvale dellaiuto del garzone della locanda. E simbatterà in altri misteri muovendosi tra le stanze della stessa, ma soprattutto attraverso i cunicoli sotterranei che, da sotto losteria, attraversano Roma. 
Le loro investigazioni segrete danno i frutti desiderati: i due verranno a conoscenza di un tentativo di assassinare il Papa, vecchio e malato. 
Spettacolare lo sfondo storico in cui si colloca il romanzo, sia per le descrizioni della Roma del Seicento, dei suoi usi e costumi, sia per i segreti intrecci storico-politici che suscitano curiosità. 
Scenari che vedono la Francia segretamente alleata con i turchi . 
Tuttavia il romanzo riserva un colpo di scena finale degno del miglior giallo.Di esso taceremo, lasciando ai futuri lettori tutto il piacere della scoperta. 



]]></description>
</item>
<item>
<title>"Imprimatur" di Rita Monaldi e Francesco Sorti</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/483</link>
<comments></comments>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 19:30:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Marzia55</dc:creator>
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<description><![CDATA[Imprimatur è stato inscritto a torto solo nel genere del romanzo storico.
Con questo non tolgo nulla ai due autori, Rita Monaldi e Francesco Sorti cui va il mio plauso come storico. Preciso che entrambi si sono avvalsi di documenti e di ricerche rigorose per redigire una narrazione anche troppo dettagliata sul rapporto tra casa d Orange e Papa Innocenzo XI, nello scenario dell Europa degli eretici e di Fouquet.
Ma da lettore attento non mi è sfuggito che Imprimatur  fosse anche altro. Ho imparato che la Storia si tinge di nero con la stessa efferata frequenza con la quale si colora di giallo e di rosso. In verità già la copertina del testo è una prima labile traccia che denuncia un plot inquietante, un avvicendarsi di fatti il cui biglietto da visita è dichiarato dallomicidio in apertura di racconto. 
A leggerlo in superficie, e per dichiarazione degli stessi autori, lopera vuole dare voce ai vinti, visto che la storia la scrivono i vincitori. E vinti sono due dei protagonisti: Atto Melani e Nicolas Fouquet. Con Imprimatur essi balzano fuori dallobìo e dalle  pagine del manuale di storia, entrando a pieno diritto nella letteratura.
Siamo a Roma nel settembre 1683. Le armate turche premono alle porte dell'Occidente. Al tempo stesso avvenimenti nella città eterna seminano il panico. NellOsteria del Donzello, una delle tante di cui Roma era provvista allepoca, la morte raggiunge improvvisa e semina il terrore: perchè è stato ucciso un viaggiatore ospite della locanda? E da cosa: dal veleno o dalla peste? 
Le autorità, onde evitare il contagio, dispongono la reclusione coatta per tutti gli altri. Sarà questa coabitazione protratta e forzata lo scenario ideale per aggrovigliare il lettore, che è avvinto dallatmosfera stessa che si crea pagina dopo pagina, dal rincorrersi di colpi di scena e di piccole rivelazioni.
Una di queste? La presenza in locanda dell'abate Melani, eunuco e cantore come si scoprirà presto. E bene che il lettore lo reputi un personaggio qualsiasi magari un po impiccione: dovrà ricredersi presto. Ma la maschera cadrà anche per altri personaggi.
Intanto il prelato si rivelerà nel suo ruolo di agente segreto del Re Sole, e di protoinvestigatore: egli è deciso a scoprire cosa si celi dietro quell assassinio.
Ma il suo iter sarà, inspiegabilmente, irto di ostacoli, come si addice alla migliore tradizione investigativa: le reticenze di molti, le paure degli altri ospiti, lo spettro stesso della peste e, non ultimo,leco della battaglia decisiva che si sta combattendo a Vienna contro i turchi. 
Nonostante le difficoltà la sua inchiesta porterà alla soluzione del mistero, ma soprattutto alla tremenda verità che segretamente condiziona il destino dell'Europa.
Stranamente anche qui tutto inizia un 11 settembre. Cambia il secolo e forse lesito della vicenda. Di certo lo scenario: la peste, la guerra e gli strani intrighi di un Papa, che per tutti è un santo, ma è tanto accecato dallodio verso la Francia che, pur di contrastarla, stringe accordi con gli eretici di tutte le risme. 
Tutto ha inizio l11 settembre 1683.
Quando accade lomicidio labate Melani ha un suo interesse a farsene coinvolgere: egli è  a Roma sulle tracce dellex sovrintendente di Francia, Nicolas Fouquet, creduto morto nel carcere di Pinerolo. 
Tuttavia, e per inciso, Fouquet ha segretamente barattato la sua libertà in cambio del secretum morbi, ovvero il segreto per diffondere la peste, che il re francese vuole utilizzare a scopi militari. Ma lex sovrintendente  tiene per sé un ulteriore segreto. A proposito di questo voglio lasciare la suspense.
Per raggiungere la soluzione del giallo Melani si avvale dellaiuto del garzone della locanda. E simbatterà in altri misteri muovendosi tra le stanze della stessa, ma soprattutto attraverso i cunicoli sotterranei che, da sotto losteria, attraversano Roma. 
Le loro investigazioni segrete danno i frutti desiderati: i due verranno a conoscenza di un tentativo di assassinare il Papa, vecchio e malato.
Spettacolare lo sfondo storico in cui si colloca il romanzo, sia per le descrizioni della Roma del Seicento, dei suoi usi e costumi, sia per i segreti intrecci storico-politici che suscitano curiosità. 
Scenari che vedono la Francia segretamente alleata con i turchi . 
Tuttavia il romanzo riserva un colpo di scena finale degno del miglior giallo.Di esso taceremo, lasciando ai futuri lettori tutto il piacere della scoperta.

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<item>
<title>"Confessioni di una maschera" di Mishima, Yukio</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/482</link>
<comments>http://www.bookcrossing-italia.com/recensioni/rss2/482</comments>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 14:03:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Alessia80</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due cose mi hanno spinta a compare questo libro: la copertina secondo me bellissima, e la mia voglia di accostarmi alla letteratura orientale più frequentemente di quanto non abbia fatto finora. E se devo essere sincera, se dovessi basarmi solo su questo romanzo non mi avvicinerei più a nulla di orientale.
Immagino che a questo punto abbiate capito che mi è piaciuto molto poco^^
Probabilmente sono poco abituata ad una narrazione lenta come quella di questo testo. Ma alcune descrizioni mi sono parse fini a se stesse, e, secondo me, calcavano troppo la mano. Ho proceduto pianissimo proprio perchè spesso e volentieri subentrava una sensazione di noia, perchè andavo avanti ma non succedeva nulla di nuovo e l'autore si perdeva, appunto, in minuzie e dettagli che alla fine secondo me avevano poca importanza.
La storia è quella di un ragazzo che scopre ben presto di avere tendenze omosessuali, ma che cerca di nasconderle in tutti i modi, arrivando a fingere di essere innamorato una ragazza che si aspetta di essere sposata. Il libro narra, appunto, di questi tentativi di occultamento che vanno di pari passo con la scoperta da parte del protagonista (che è anche voce narrante) della propria sessualità. Ho trovato insieme fastidioso ma azzeccato la definizione di questa sessualità come "deviata" o "perversa": fastidioso perchè non riesco ad associare questi due aggettivi all'omosessualità, personalmente, ma azzeccato perchè in effetti il protagonista vive queste sua tendenze come se si trattasse di deviazioni o perversioni.
C'è da dire comunque che il libro non manca di momenti interessanti (ho apprezzato soprattutto la parte in cui lui si finge innamorato della ragazza), ma per me vengono soppiantati dalla noia, mi dispiace dirlo, che permea il resto del libro. Ho faticato tantissimo a finirlo, e anche la fine, così repentina, così improvvisa, mi ha lasciata perplessa perchè non ne ho trovato il senso e tutt'ora non riesco a capirla.
Che dire. Mi aspettavo qualcosa di molto diverso, affascinata com'ero dal titolo e dalla descrizione in quarta di copertina. Forse anche questo ha contribuito alla delusione. Ma rimane il fatto che, se dovessi consigliare un libro a qualcuno, non consiglierei questo.
Tra parentesi, ho fatto partire un book-ring proprio con questo testo :)]]></description>
</item>
<item>
<title>"candido" di voltaire</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/481</link>
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<pubDate>Wed, 07 May 2008 14:01:33 +0200</pubDate>
<dc:creator>Alessia80</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo è uno di quei libri che ti fanno sorridere spesso, e insieme ti insegnano tutto che intendono insegnarti: in quel sorriso. Con quello sorriso.
Parlando dell'Utopia di Moro ho detto che dei classici è difficile parlare; ebbene, questo, per me, non vale per Voltaire. Del Candido mi sono letteralmente innamorata.
Se cercate informazioni in rete su questo testo, troverete tutti i significati ad esso attribuiti come testo di critica alla filosofia prettamente ottimistica (rappresentata da Pangloss, un personaggio piuttosto spassoso). Siccome non credo sia questo però il luogo adatto per fare una lezione di filosofia (che andrebbe al di là dell'intento della recensione), mi limito a recensirlo come testo.
Dire che lo consiglio è poco: credo che leggerlo sia doveroso. Non solo per la carica di vitalità che emerge dal testo (come sottolinea anche Calvino nel saggio introduttivo all'edizione che vi ho linkato qui, saggio peraltro ben fatto), ma anche per la serie di riflessioni che suscita. Candido è il personaggio principale del nostro racconto: è quello che subirà più disavventure e soprattutto, quello le cui disavventure verranno narrate abbastanza diffusamente. La forza del testo sta, secondo me, nella sua capacità di riassumere al massimo queste disgrazie, senza lasciare spazio a lamentele e piagnistei (Candido ripete spesso che va tutto bene) ma mostrando al lettore la realtà nuda e cruda di questa sequela quasi incredibile di disavventure, questi incontri con personaggi la cui storia è, a tratti, ancora peggiore di quella di Candido, e questo parlare dei personaggi come fossero indistruttibili, dato che resuscitano e resistono alle peggiori torture e sevizie. I capitoli sono brevissimi, ma così densi che si arriva alla fine quasi increduli della quantità di avvenimenti che è stata narrata: e questa vita esplosiva che emerge dalle pagine in una comicità che deriva dal susseguirsi delle disgrazie (e dei racconti delle disgrazie, riassunti in poche pagine, se non poche righe) si trasmette al lettore lasciandogli un senso di forza.
Non voglio svelare troppo di quello che succede, perchè se è vero che il testo avrebbe forza comunque mi pare ugualmente brutto rovinare una lettura che va goduta dall'inizio alla fine. Come consiglio spassionato, trovo che il testo si apprezzi di più quando non si ha alle spalle l'impianto della critica filosofica che ne è stata fatta. Leggetelo, fatevi la vostra opinione, e poi passate, se vi va, a leggere tutta la critica che volete: l'edizione della BUR che presento qui ha una bibliografia abbastanza ricca. Questo perchè se è vero che questo testo va inserito nel contesto e messo in rapporto alla filosofia che circondava il suo autore, è anche vero che la sua potenza può aprire la mente di chiunque. Non è di una difficoltà estrema: lo si può leggere anche solo come racconto, se non si ha un particolare interesse per la filosofia. Ma per chi volesse accostarsi alla filosofia del periodo e alla filosofia in genere, credo sia un buon punto di partenza, in grado di invogliare alla scoperta del resto e ad alcuni parallelismi tra le critiche che muove Voltaire nel suo testo e a quelle che si potrebbero muovere alla società di oggi.
Insomma: una lettura gradevolissima sotto ogni punto di vista.]]></description>
</item>
<item>
<title>"La ballata delle canaglie" di Enrico Remmert</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/480</link>
<comments>http://www.bookcrossing-italia.com/recensioni/rss2/480</comments>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 14:41:49 +0200</pubDate>
<dc:creator>gaialodovica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho scoperto questo libro grazie ad un ray, ho terminato da poco di leggerlo e mi sento di consigliarlo.
Solitamente i protagonisti di un libro, quando sono sfigati, hanno modo di "acquisire punti" durante la storia narrata. Spesso ne escono a testa alta, tanto che ti dici "ecco, vedi, è sfigato ma alla fine ha ragione lui!". Qui, e questo è il bello, i protagonisti sono tutti più o meno sfigati, e lo rimangono fino alla fine! GRANDIOSO
Lo stile narrante è veloce ma piuttosto elaborato, non lo si intuisce subito, ci si arriva dopo un po'.
La lettura può avvenire su diversi piani, lo si può leggere di corsa apprezzandone l'ironia e le situazioni paradossali, ma possiamo anche gustarcelo con calma, dando peso a tutte le informazioni... soprattutto a quelle che, di primo acchito, ci sembrano buttate lì per caso.
Un grande esempio di libro italiano, giovane, dinamico, che strizza l'occhio alle piccole e grandi truffe di ogni giorno. 

Bello, dannatamente originale e furbo, ho un solo grande rammarico: non averlo scritto io!]]></description>
</item>
<item>
<title>"Possessione" di A. S. Byatt</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/479</link>
<comments></comments>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 16:54:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Alessia80</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella storia dei ricercatori, e spesso dei ricercatori letterari, c'è sempre un qualcosa che si insegue, senza mai trovarlo. Ci si innamora di un'epoca, di un autore, di un letterato; si cerca di ricostruirne la vita, le credenze, di capire chi lo ha influenzato e come. Ma manca sempre qualcosa: mancano, spesso, le lettere, quelle fondamentali, quelle che svelano i segreti più intimi, quelle in grado di sconvolgere una vita e una ricerca.
Possessione racconta di questo: dell'amore per due poeti vittoriani, della ricerca che li coinvolge, della scoperta, eccezionale, di un carteggio che cambia il corso di ricerche e sradica convinzioni. Possessione è la storia di svariati ricercatori, che ruotano intorno alle figure di due poeti fittizi, Randolph Henry Ash e Christabel LaMotte, e delle persone che i due poeti hanno conosciuto e amato. E' la storia di un amore perduto, svelato da un carteggio nascosto, che contiene in sè un mistero che va svelato, e che Roland e Maud, i due ricercatori protagonisti, sono decisi a svelare. Possessione è la storia dell'amore che corre parallelo nel passato e nel presente, la storia di chi ha trovato quello che un ricercatore cerca spesso invano: le lettere.
Nel libro si intrecciano ambienti letterari e trama da giallo, spesso piena di suspence. La grande abilità dell'autrice sta, secondo me, nella sua capacità di rendere perfettamente credibile la vicenda inserendo nel testo i diari, le lettere, i versi, a volte interi poemi dei due amanti scomparsi. A tratti, sono riportati anche alcuni saggi che riguardano Ash e LaMotte, richiamando saggi realmente esistenti. E la cosa stupefacente è che questo, che potrebbe essere visto anche come uno sfoggio di erudizione eccessivamente pedante, è ciò che caratterizza i personaggi: Maud, una donna fredda e rigida, incapace di relazionarsi e lasciarsi andare, che scrive di soglie, quelle stesse soglie che le donne valicano spesso, con le forme che cambiano nel corso degli anni, il parto, il sesso; la sua amica Leonora, che è una vera e propria esplosione di vitalità, che scrive di paesaggi che vengono resi sessuali dal linguaggio delle poetesse; Cropper, quasi un feticista degli oggetti appartenuti ad Ash, che ne scrive una grande biografia; Roland, uno studioso quasi mediocre, che invece fa la grande scoperta. Tutti quei passi, quello spezzare la narrazione, rendono il testo non esattamente facile, a tratti anche un po' pesante. Ma alla fine tutto si ricompone, e si capisce il perchè della citazione, il perchè del saggio, il perchè del diario. Tutte cose all'apparenza inutili che diventano fondamentali, alla fine, perchè caratterizzano i personaggi quasi più dei gesti, quasi più delle parole.
Ma, probabilmente detsino del ricercatore, i personaggi non scoprono tutto. Il lettore può vedere più lontano, perchè l'autrice lo porta nel passato, tre volte, a vedere cose che purtroppo i personaggi non potranno scoprire. E se la storia dei ricercatori rimane incompiuta (il finale è quantomai aperto e incerto), la storia dei due amanti conosce una finale amaro, triste, quasi struggente.
Da notare inoltre il sottotitolo: una storia romantica. Il che è molto ironico, molto auto-ironico, perchè la storia è sì romantica, ma è anche molto, molto di più. C'è il romanticismo, il giallo, il gusto della ricerca, della scoperta, del seguire le orme dei poeti scomparsi. C'è l'inquietudine della scena finale, che avviene in un'atmosfera quasi surreale, da thriller. E ci sono i personaggi la cui consapevolezza, di sè come studiosi, come ricercatori, come persone nella propria interezza (intellettuale, emotiva, sessuale), cresce man mano che la vicenda passata viene scoperta. A questo proposito il personaggio di Maud è eccezionale, per quello che scopre su se stessa e sul proprio passato.
Possessione non è una lettura leggera, è anzi spesso piuttosto complessa nel suo gioco di rimandi, nelle citazioni, nei saggi riportati che possono annoiare. Ma è un romanzo brillante, intelligente, costruito perfettamente anche nei minimi dettagli (basti vedere i poemi riportati, frutto dell'invenzione dell'autrice ma in perfetto stile vittoriano), che va ben al di là della storia romantica con cui l'autrice, con un briciolo di malizia, lo classifica. Possessione è la storia, appunto, di chi viene posseduto: sessualmente, intellettualmente, emotivamente (dall'amore, dall'ossessione, dalle proprie idee anche se non del tutto corrette). Ed è la storia del lettore, anch'esso posseduto dalla lettura di questo romanzo lento, ma brillante.
Insomma, se non vi spaventa la complessità, nè la mole del romanzo (oltre le 500 pagine), questo romanzo vale più di una lettura.]]></description>
</item>
<item>
<title>"Nè con te nè senza di te" di Paola Calvetti</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/478</link>
<comments></comments>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 15:45:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>annamatte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trafitta dalla recensione dalla frase riportata in quarta di copertina, a lettura ultimata - con fatica - mi sento abbindolata.
Stile: fortemente descrittivo, è ridondande di ellissi e metafore che finiscono col renderlo pesantemente barocco. Anche immagini decisamente felici si perdono nel mare magnum dell'accumulazione compulsiva.
Genere: noir psicologico, ma di poco spessore. La storia, con la sua rivelazione finale praticamente ineludibile e scontata, si perde in banalità.
Vuol essere romanzo che parla di fuga dalla realtà e follia che si nutre di deliri allucinatori e incapacità di separarsi trasformando i sentimenti in malsana passione, ma bisogna essere di grande levatura per trattare temi del genere.
Invece l'autrice, forse obbedendo a suggestioni freudiane, sbandiera una ratio scontata e, paradossalmente, riesce ad essere meno artificiosa solo quando parla dell'amicizia, e non dell'amore.
Posto d'onore fra gli orrilibri.]]></description>
</item>
<item>
<title>"Sotto terra" di Deaver, Jeffery</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/477</link>
<comments>http://www.bookcrossing-italia.com/recensioni/rss2/477</comments>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 01:00:43 +0200</pubDate>
<dc:creator>GrilloParlante</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una corsara mi ha passato questo libro e a dir il vero non avevo molta voglia di leggerlo, sia perchè il momento non era proprio ottimale per la lettura sia perchè la copertina tetra e il titolo non proprio allegro non mi ispirano moltissimo. Aggiungo poi che non avevo mai sentito nominare l'autore (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) che invece vedo godere di buona reputazione anche tra i bcers italiani, e quindi l'ho lasciato per qualche settimana sulla mia libreria. 
Poi un giorno me lo sono ritrovato in mano e ho cominciato a leggerlo e..rivelazione (o quasi)! 
Mi spiego meglio: anche se andavo avanti al ritmo di poche pagine alla volta e a volte mi capitava di non leggere per giorni, la storia mi è rimasta in testa, nonostante i personaggi non siano pochi e si intreccino abbastanza tra loro, ed ero sempre più curiosa di sapere come sarebbe andato a finire! 
La scrittura scorrevole aiuta a non perdere il ritmo e sembra sempre suggerire che il meglio debba ancora arrivare.. solo che non arriva! ..tanto che dopo aver letto l'ultima pagina resti ancora lì ad aspettare che succeda qualcosa che dia un senso a tutta la storia. 
Peccato, perchè avrebbe meritato un finale migliore. 
Comunque non lo boccio del tutto perchè è riuscito a distrarmi in un momento non proprio facile e anche perchè leggo essere un'opera prima: sospendo il giudizio fino alla lettura degli altri libri. 

VOTO: 6
]]></description>
</item>
<item>
<title>"Mille soli" di Lapierre, Dominique</title>
<link>http://www.bookcrossing-italia.com/recensione/dettaglio/476</link>
<comments>http://www.bookcrossing-italia.com/recensioni/rss2/476</comments>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 10:11:55 +0200</pubDate>
<dc:creator>azimuth</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non è un romanzo leggero, questo libro di Lapierre: non ha lo scopo di intrattenervi. Se ha uno scopo, è quello di raccontarvi. Che cosa? La Storia, quella però che nei libri di scuola non si trova.

Immaginate di essere un corrispondente estero, e di andare in giro per il mondo, inviati dal vostro caporedattore. Incontrare persone che entreranno nella storia ma che per voi sono "solo" persone importanti. Cominciate a scrivere sul vostro taccuino, e da queste note prendono il via poi inchieste e libri. Questa è la ragione per cui il volume presenta un tratto fortemente giornalistico, e anche perché il tema principale sia il racconto dei retroscena dei suoi libri. Le storie principali riguardano episodi significativi della storia contemporanea, intervallate da narrazioni più private e autobiografiche, interessanti e rese ancor più affascinanti dall'abilità narrativa di Lapierre.

Due sono i capitoli che mi sono piaciuti di più. 

Il primo è stato quello su Gandhi: pur non avendo approfondito quel personaggio perché non era un suo contemporaneo, è stato toccante. Ed è stato altrettanto emozionante conoscere il destino a cui era stata condannata Parigi, e di come la Storia l'avesse risparmiata, e di chi fosse il merito. Questo particolare episodio è interessante, e da approfondire: trovare in mezzo a centinaia di persone da intervistare per la stesura del libro "PARIGI BRUCIA?" proprio il generale von Choltitz, capo supremo delle forze armate tedesce in Francia, fu un vero colpo di fortuna!

Come pure l'origine del termine Mossad, per scoprire così, giorno per giorno, cosa succede nel mondo prima che accada realmente. Non è come un libro di storia, dove i fatti appaiono piatti. In questo volume se ne percepisce la parte umana, l'origine degli eventi prima che venga spazzata via dall'approssimazione e dall'inevitabile sintesi. 

Insomma: l'impressione che se ne trae è di conoscere solo la superficie della nostra storia recente, e che ci mancano degli episodi importanti.

Torniamo ai capitoli che mi hanno colpito. Il secondo è... il primo! Scusate il gioco di parole, ma è così. Perché il primo caso, quello di Chessman, è eclatante. Caryl Chessman fu un criminale statunitense, condannato a morte nello stato della California per rapina, sequestro e abuso sessuale. Riuscì ad ottenere otto rinvii della pena di morte nell'arco di più di dieci anni, ma venne alla fine giustiziato nella camera a gas. La sua storia processuale è ricca di lati oscuri e di approssimazioni,e il libro racconta dell'esito della ricerca di due giornalisti investigativi, che si occuparono della sua vicenda dopo l'ottavo rinvio della pena di morte. La documentazione di alcune contraddizioni nella documentazione processuale sarebbe stata sufficiente a riconoscere un possibile errore giudiziario, e a ripetere il processo: il governatore dell'epoca rifiutò per questioni politiche e di opportunità.

Durante la sua prigionia, Chessman lesse moltissimi libri e scrisse lettere, articoli di giornale e libri. La Pierre lo incontrò a una settimana dall'esecuzione, e lui, lucido, descrive con parole attuali ciò che la violenza rappresenta nella nostra società:

"Si può paragonare il giovane delinquente a un bollitore pieno d'acqua sotto il quale si sia acceso il fuoco" spiega. "Man mano che l'acqua si riscalda, il vapore sale. Per impedire che il vapore faccia saltare il coperchio, lo si preme. I castighi che infliggiamo non fanno che tenere fermo il coperchio. Lasciamo che la pressione aumenti fino all'inevitabile esplosione. È chiaro che i giovani non sono dei bollitori, ma in essi vi sono pressioni (conflitti, bisogni, angosce, desideri, speranze, sogni) che devono trovare uno sfogo. Finché non sapremo dare a queste pressioni sfoghi legittimi e positivi, non risolveremo il problema della criminalità giovanile."

Per me che sono nato molti decenni dopo i fatti narrati, alcuni dei capitoli sono stati illuminanti per capire il mio tempo.
Come la luce di mille soli.]]></description>
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<title>"Giallomilanese" di AA.VV.</title>
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<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 10:46:29 +0200</pubDate>
<dc:creator>Primocorno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qursto libro raccoglie i 16 racconti finalisti ed i premi speciali dell'edizine "giallomilanese 2006". I racconti sono scritti da autori non professionisti e proprio per questo mi aspettavo una lettura abbastanza scialba. Mi sono iscritto al ring che faceva girare tra i corsari questo libricino solo per la curiosità di leggere il racconto inventato Gaialudovica (corsara pure lei) e mi sono ritrovato tra le mani una lettura inaspettatamente avvincente e molto fantasiosa, l'ho finito tutto d'un fiato!
Brava gaialodovica, il tuo racconto è anche più bello di quello che ha vinto il primo premio e bravi anche tutti gli altri scrittori che si sono cimentati in questa avventura!!]]></description>
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<title>"Sette vite" di Rosanna Orlando</title>
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<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 23:18:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>apsirto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bel libro: ben scritto, serrato. Ve lo consiglio]]></description>
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<title>"Ecce me Domine" di Astor</title>
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<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 17:59:51 +0200</pubDate>
<dc:creator>dolceleone</dc:creator>
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<description><![CDATA[E'una storia appassionante e commovente. In una parola, un romanzo sorprendente,che vorresti non finisse mai e che ti tocca profondamente nell'animo, risvegliando valori e nobili ideali e colmando il cuore di inquietudini allo stesso tempo.  Vi si racconta in forma memorialistica la vicenda umana e spirituale di Longino, il centurione che crocifisse Gesù. Il libro narra la conversione di questo soldato di Roma che dalla fedeltà allimperatore passa a quella verso il figlio di Dio unendosi ai suoi seguaci che si sperderanno per il mondo a divulgarne il Messaggio. Che altro dire se non suggerire di leggerlo? La scrittura è di livello molto alto, la ricostruzione storica magistrale, la psicologia dei personaggi precisa e approfondita. Di Longino, una figura modernissima, potrei dire tante cose ma credo che nessuna valga più di questo concetto: E' l'amico che tutti vorremmo avere. Un'altra cosa: in questo racconto c'è un convitato di pietra che permea con la sua assenza-presenza ogni pagina del libro. E' Gesù, mai così umano e vero! Mai così difforme dall'immagine stereotipata imposta dalla Chiesa cattolica.Raccomando Ecce me Domine a chi è in cerca di risposte esistenziali e di medicine omeopatiche al male di vivere. Insomma, finalmente un libro che fa meditare e che arricchisce il lettore, riconciliandolo con la letteratura! ]]></description>
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<title>"Aspettando Venerdì" di Diego Rossi</title>
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<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 23:18:18 +0200</pubDate>
<dc:creator>festinalente76</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aspettando venerdì battezza il mio ingresso tra i bookcrosser. Coincidenza curiosa: è da un anno che rimando questo momento; poi, un po per caso un po no, mi capita tra le mani questo volumetto, più silenzioso di quelli che generalmente passano nella tua vita. Lo capisci subito che è diverso dagli altri: poco appariscente, scritto da un signor Rossi qualsiasi, molto leggero, un titolo evocativo che incuriosisce più che dare certezze. 
Diego Rossi dimostra che ci si può interrogare sul senso dei nostri giorni e delle nostre azioni in modo ironico, senza dover lasciare nel lettore quella sensazione di sconforto e disorientamento che si prova quando si parte alla ricerca di sé. E parla anche della necessità di una stagione di libertà  per la scrittura. E anche per la lettura.
Non mi resta che rispettare il patto: da domani aspettando venerdì sarà di nuovo libero. 
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